Come cita rainews.it:
Dopo oltre 500 giorni, il Conte II è arrivato così al capolinea. “Ringrazio l’intera squadra di governo, ogni singolo ministro, per ogni giorno di questi mesi insieme” ha detto in Cdm. Sostegno e compattezza”. hanno espresso i capi delegazione delle forze di maggioranza, Alfonso Bonafede (M5S), Dario Franceschini (Pd) e Roberto Speranza (Leu). La scelta di Conte arriva dopo il fallimento del tentativo di ‘allargamento della maggioranza’, con l’Udc e Forza Italia che si sono chiamate fuori da ogni ipotesi di sostegno al Conte II, oltre alla quasi certezza di un voto negativo al Senato sulla relazione del Guardasigilli Alfonso Bonafede inizialmente prevista per giovedì prossimo e ora rinviata.
Da il fattoquotidiano.it
Cosa succede ora – Conte si è dimesso dopo soli 7 giorni dalla fiducia incassata al Senato: in sette giorni, infatti, l’appello ai responsabili fatto in Parlamento dal premier non ha portato ai risultati sperati. Ad accelerare le cose è stato il voto sulla relazione del ministro della Giustizia in programma per giovedì prossimo: se sulla fiducia l’esecutivo poteva contare almeno sulla maggioranza relativa, sull’operato di Bonafede molto probabilmente non avrebbe avuto i numeri sufficienti. Da lì la decisione del premier di dimettersi per provare a lavorare alla nascita di un Conte ter. Prima però, dovrà attendere dalle consultazioni e dimostrare che i cosiddetti responsabili sono pronti a farsi avanti. L’ipotesi di un dialogo con Italia viva rimane sullo sfondo. E gli stessi renziani oggi dicono che non intendono “mettere veti sui nomi”: “Mattarella ha in mano la regia per dare un governo più solido al Paese con un programma solido”, ha detto Ettore Rosato a Rainews24. “Il governo non aveva più un programma, andava avanti solo con i decreti sull’emergenza. Una volta che si trova una sintesi sulle questioni programmatiche, prima di tutto il Recovery Plan e poi le riforme che l’Ue e le parti sociali ci chiedono, noi non mettiamo veti. Noi non abbiamo mai messo veti o preclusioni su nessuno, ma abbiamo evidenziato l’esigenza di grande chiarezza. E sono convinto che la chiarezza sia una esigenza non solo nostra ma anche degli altri partiti”. Anche dai dem qualche apertura si intravede: “Nessuno può mettere veti a nessuno e in politica mai dire mai. La crisi è una battuta di arresto che ci preoccupa immensamente, e prendiamo atto che lo steso Renzi ha detto che non ci debbano essere veti su Conte. Cerchiamo di fare ragionamenti solidi in tempi brevi”, dice Debora Serracchiani. “È il momento della verità, in queste ore capiremo chi difende e ama la Nazione e chi invece pensa solo al proprio tornaconto. Il MoVimento 5 Stelle rimane il baricentro del Paese e insieme al presidente Giuseppe Conte offriremo il nostro contributo per la stabilità. Questo è il nostro impegno, a questo fine stiamo lavorando. Rendiamoci conto di ciò che sta succedendo in Italia”, scrive il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio sottolineando che Conte “ha appena rassegnato le dimissioni per via di una crisi di governo senza alcun senso”.